L’impiego delle piattaforme MJ685 di Multitel Pagliero e 520 AJ di JLG messe a disposizione di Ducale Restauro dalla società di Castelverde ha garantito una precisione millimetrica nelle opere di installazione delle superfici vetrate sull’intelaiatura in alluminio del sito storico

La fabbrica di laterizi Frazzi è stata una tra le più importanti industrie manufatturiere di Cremona tra la fine del 1800 e il 1967, anno in cui la proprietà decise di interrompere la produzione. Situata all’interno di un vasto quadrante nel centro cittadino, compreso tra il fiume Morbasco, via del Sale e l’attuale viale Po, la fabbrica aveva iniziato a operare con un primo forno nel 1863 e attraverso altri due forni costruiti rispettivamente nel 1874 e nel 1899. Ma se gran parte dell’area fu demolita negli anni ’70 per far spazio a una serie di complessi residenziali, i primi due forni, comunemente chiamati “Piccolo Forno” e “Grande Forno” rappresentano gli unici manufatti superstiti di questo esempio di archeologia industriale, salvati dal Comune e ora oggetto di un piano di recupero dal valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, finanziato anche grazie ai fondi statali e al PNRR.

Il progetto di riqualificazione fortemente voluto dal Comune di Cremona ha preso il via nel mese di marzo del 2024 e dovrebbe terminare intorno alla metà del 2026. Al piano terra del “Grande Forno”, il tunnel utilizzato per la cottura dei laterizi diventerà un’area espositiva dedicata al cinema, alla fotografia e al museo del cotto. Sotto i porticati, in prossimità dell’arena, saranno invece allestiti spazi di servizio, mentre al primo piano potranno essere ospitati piccoli eventi culturali organizzati dalle associazioni cittadine. Un’ampia terrazza aperta al pubblico occuperà lo spazio al di sopra del tunnel della fornace. Il “Piccolo forno” invece sarà recuperato per ospitare il laboratorio e le esposizioni del gruppo culturale cittadino “Centro Studi Laboratorio del Cotto”, che potrà così accogliere un pubblico più ampio. Il riutilizzo degli edifici del forno piccolo e del forno grande consentirà un recupero integrale dell’area sotto il profilo architettonico, paesaggistico e culturale, rigenerando completamente un ambito urbano che testimonia un glorioso passato e un vuoto nel presente.

La complessità dell’intervento è stata affidata alla Ducale Restauro, azienda leader nel settore del recupero monumentale con sede a Venezia. Il compito del Direttore Tecnico – il geometra Simone Bolsi – e delle maestranze coinvolte non è stato solo quello di consolidare la struttura, ma di preservare la “patina” storica del laterizio, tipica dell’architettura industriale cremonese. Il focus del cantiere ha infatti riguardato il mantenimento dei volumi originali e l’integrazione di elementi contemporanei che permettano di ammirare l’architettura interna del forno, garantendo al contempo isolamento e protezione dagli agenti atmosferici.

Per quanto concerne la Fornace Piccola, sono stati rifatti completamente sia il tetto che il solaio del primo piano della costruzione, cercando di salvare quanto più possibile l’architettura lignea”, ha spiegato il geom. Bolsi. “Sul piano strutturale sono invece state rinforzate le murature, recuperando le fughe dei mattoni attraverso l’utilizzo di malte particolari”.

Una tra le fasi più delicate e spettacolari del cantiere del “Piccolo forno” ha riguardato l’installazione di ampie superfici vetrate sull’intelaiatura in alluminio della struttura, pensate per chiudere le arcate storiche mantenendo la trasparenza e la leggerezza visiva. Per operare con precisione millimetrica in un contesto strutturale così fragile e peculiare, complice la necessità di beneficiare di una maggiore profondità di sbraccio per il sollevamento delle lastre di vetro, la ditta esecutrice ha dovuto ricorrere a una piattaforma di lavoro aereo con braccio articolato.

Avevamo la necessità di posizionare le pesanti lastre di vetro con estrema stabilità a diverse altezze, accedendo ai punti critici della struttura senza interferire con le fondazioni storiche del sito, e al tempo stesso garantire la massima sicurezza agli operatori impegnati in quota nell’assemblaggio delle stesse e nelle rifiniture esterne”, ha proseguito il Direttore Tecnico del cantiere.

La scelta del partner, come ha confermato Simone Bolsi, è ricaduta su Eurotecno, la società specializzata nel noleggio di mezzi di lavoro aereo per la cantieristica e per l’industria con sede a Castelverde (CR).

Quando nel territorio di Cremona e provincia si manifesta una necessità di questo tipo, il primo nome che viene subito in mente è quello di Eurotecno. L’impresa vanta infatti un parco macchine estremamente all’avanguardia ed è in grado di fornire con rapidità ed efficienza soluzioni su misura per ogni singola tipologia di intervento. Non abbiamo pertanto avuto alcun dubbio nel coinvolgere in questa progettualità Eurotecno, società con cui collaboriamo da tempo con reciproca soddisfazione”.

In seguito a un sopralluogo del sito in cui sono state evidenziate le caratteristiche del mezzo più idoneo, Eurotecno ha proposto a Ducale Restauro l’impiego di una piattaforma autocarrata MJ685 di Multitel Pagliero (allestita con argano) per effettuare le operazioni di sollevamento delle vetrate e una piattaforma semovente JLG 520 AJ per l’accesso in quota degli operatori. “La MJ685 è tra i modelli più importanti che caratterizzano il nostro parco mezzi offerto a noleggio, una piattaforma aerea telescopica allestita su un autocarro da 12 metri che è in grado di raggiungere un’altezza massima di lavoro di 68,7 metri e soprattutto di garantire uno sbraccio orizzontale massimo di 35,5 metri”, ha spiegato Matteo Vagliani, Funzionario tecnico commerciale di Eurotecno.

“Grazie a questa piattaforma, che per l’occasione è stata configurata con argano e non con la classica cesta, è stato possibile sollevare le vetrate, calarle dall’alto e mantenerle in posizione fissa anche a una distanza di 28 metri dalla macchina. L’impiego della piattaforma semovente di JLG, caratterizzata da un’altezza di lavoro di 18 metri, uno sbraccio orizzontale massimo di 10,65 metri e da una cesta con rotazione di 180° e portata di 150 kg, ha invece permesso agli operatori di raggiungere facilmente e con estrema precisione ogni singola area di lavoro, eseguendo la fase di installazione delle vetrate sull’intelaiatura in alluminio della struttura in completa sicurezza”.

Eurotecno
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